Sta per scadermi la carta d'identità: mi scrive il sindaco e mi dice che posso andare a rinnovarla. Il mio comune (la capitale), mi offre la possibilità di usufruire dei vantaggi della carta d'identità elettronica. Il servizio è ancora in via sperimentale (sono passati quasi 7 anni dall'avvio a livello nazionale e quasi 6 anni dall'avvio in città: poi si dice che in Italia non sperimentiamo).
Il mio comune, offre pure un bel servizio: il call center, propagandato dal sindaco come un servizio eccellente (confermo assolutamente!!!).
I giorno: chiamo il call center per chiedere se nella mia circoscrizione il servizio è disponibile o meno. Risposta: no, delle 20 circoscrizioni solo una eroga il servizio in via sperimentale ed è possibile richiederla solo la mattina dal Lunedì al Venerdì.
II giorno: chiedo a mia moglie di ritirare il modulo presso la nostra circoscrizione, per potermi recare direttamente all'ufficio circoscrizionale preposto al servizio col modulo già compilato. Quando chiede se è possibile utilizzare il modulo in altre circoscrizioni si sente rispondere di NO.
III giorno: mi reco di persona alla circoscrizione che eroga il servizio per ritirare il modulo (si rivelerà una bufala l'informazione data a mia moglie) e capire come funziona il tutto. Chiedo all'ufficio informazioni di spiegarmi come funziona. Risposta (ottenuta con poco garbo e molto senso di fastidio alla fine di una conversazione della signora allo sportello con una collega sul tema "Cappuccino e cornetto"): si rechi allo sportello N° 18. Essendo sprovvisto di foto penso bene di ritornare l'indomani quando in possesso di tutto l'occorrente.
IV giorno: arrivo in circoscrizione alle 8.40 (gli uffici aprono alle 8.30), prendo il numerino per lo sportello "Carte d'identità" (guarda caso lo sportello 18), aspetto 5 minuti ed è il mio turno. Manifesto l'intenzione di rinnovare il mio documento con la versione elettronica e come risposta ottengo la seguente: "Ne facciamo solo 12 al giorno e per oggi abbiamo finito. Lasci il modulo, le diamo un numerino che le domani le darà priorità sugli altri. Le foto non servono perchè gliele facciamo noi con la macchina digitale. Venga presto (preferibilmente prima delle 8, anche se ha la priorità)". A questo punto comincio a pensare che sto per incappare in una delle solite cose all'italiana, però sono pure contento perchè ho il bigliettino della speranza.
V giorno: Arrivo in circoscrizione all 7.45. Ressa per prendere il numero, ma riesco ad avere il 4. Dopo 1 minuto è già il mio turno allo sportello: "Si rechi nell'altra stanza, quando è il suo turno verrà chiamato". Verso le 9 non hanno ancora cominciato. Si affaccia una dipendente del comune e dice: "Oggi non garantiamo a tutti l'erogazione del servizio, perchè c'è un solo dipendente a svolgere questa funzione". Comincio a sentire scricchiolii. Entra la prima persona ed esce dopo 20 minuti. Dopo un pò, esce di nuovo la signora di prima ripetendo ancora una volta l'annuncio catastrofista. A questo punto mi alzo e chiedo quale possa essere il motivo: le cuciono a mano? Devono andare a piedi in questura? Tralascio la descrizione dell'ulteriore attesa. Alle 9.50 è finalmente il mio turno. Appena mi siedo la signora mi dice: "Ma lei è nato all'estero. Allora non può avere la carta d'identità elettronica. Al ministero degli Interni non hanno caricato i dati dei nati all'estero. Le faccio quella classica. Ce l'ha le foto?". Dopo il normalissimo travaso di bile per il tempo perso e la presa in giro, ringrazio il cielo di aver dimenticato di togliere dal portafogli le foto che avevo fatto prima di scoprire che me le facevano con la macchina digitale, altrimenti avrei pure dovuto fare un altro viaggio.
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lunedì 24 settembre 2007
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