Ciao a tutti.
Vorrei raccontarvi un'ulteriore avventura nella capitale d'italia : questa volta si parla di mezzi di trasporto pubblico. Senza bisogno di scendere nella cronaca, vi allego l'email (epurata dai dati sensibili), che ho inviato al servizio clienti dell'ATAC.
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Salve.
Vorrei segnalare un malfunzionamento, nonchè un paio di episodi che indicano come gli utenti siamo quelli che sbagliamo, ma solo per il semplice fatto che utilizziamo i servizi che paghiamo.
Utilizzo i vostri mezzi tutti i giorni per recarmi sul posto di lavoro e, quindi, sono un abbonato. A partire dal mese di Ottobre ho sottoscritto l'abbonamento annuale, che oltre ai vantaggi economici, dovrebbe darmene altri in termini logistici: non devo più comprare l'abbonamento ogni mese (per cui alcune volte ero costretto a recarmi presso più di una rivendita), posso varcare i tornelli senza bisogno di tirar fuori il titolo di viaggio ogni volta che entro in metropolitana.
Mi soffermo su quest'ultimo punto, che è pure l'oggetto di questa email: mi capita spesso di dover cercare dei varchi alternativi, in quanto il sistema dei nuovi ingressi alle stazioni della metropolitana non funziona bene. Ieri 04/10/2007 alle ore 19 al capolinea della linea A (Anagnina), all'ennesima volta che perdo il treno sotto il naso perchè ho perso 2-3 minuti per varcare i tornelli, sono tornato su dall'impiegata al gabbiotto e, alla segnalazione del mio disappunto, mi sono sentito rispondere "Non deve dirlo a me. Vada in biglietteria ATAC. Io sono un impiegato Me.tro". Ho pensato che fosse il solito scaricabarile ed ho lasciato perdere.
Stamattina 05/10/2007 ore 9.00 appena arrivo alla stazione Anagnina trovo il controllore prima di uscire dai tornelli e gli ho detto (mentre esibivo la mia tessera di abbonato), di preoccuparsi pure di far funzionare bene il sistema dei varchi, perchè non è possibile perdere tempo così. La risposta che ho ricevuto (in soldoni) era costituita da frasi del tipo: "Che mi racconta. Faccia quello che le pare. Che mi interessa. Che posso farci se le macchinette non funzionano". A parte che queste risposte confermano l'idea che m'ero fatto ieri sera (l'inutile scaricabarile), è questo il modo di rapportarsi coi clienti? Non si è voluto nemmeno qualificare inizialmente e, dopo aver minacciato di far intervenire pure le forze dell'ordine, mi ha fatto annotare il numero del suo tesserino di dipendente (XXXXX).
A questo punto, vorrei sapere, chi è tenuto a fornire supporto al cliente quando ci sono malfunzionamenti e, se c'è, quali sono le modalità di questo supporto (se sono calci e pugni preferirei di NO): si dovrebbe spiegare ai dipendenti, che quando l'azienda è in difetto, ci si deve SCUSARE e promettere che si segnalerà il problema e si provvederà quanto prima a risolverlo.
Gradirei CORTESE risposta alla presente entro max 10 giorni, dopodichè vedrò se posso far valere in qualche modo, qualche MIO diritto nei vostri confronti.
Cordiali saluti.
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Come vedete in italia non basta pagare 230 EUR l'anno per poter usufruire di un servizio migliore. Forse sarebbe meglio non pagare nulla, usare lo stesso dei varchi alternativi ai tornelli e alla fine se qualcosa non funziona consolarsi col fatto che non si paga o che si paga solo se ti costringono a farlo con una multa (anche quella è possibile scansarla, visto lo stato generale di impunità per altri atti illegali ben più gravi nella nostra 'fantastica' nazione).
Meditate gente. Meditate.
venerdì 5 ottobre 2007
lunedì 24 settembre 2007
La carta d'identità elettronica
Sta per scadermi la carta d'identità: mi scrive il sindaco e mi dice che posso andare a rinnovarla. Il mio comune (la capitale), mi offre la possibilità di usufruire dei vantaggi della carta d'identità elettronica. Il servizio è ancora in via sperimentale (sono passati quasi 7 anni dall'avvio a livello nazionale e quasi 6 anni dall'avvio in città: poi si dice che in Italia non sperimentiamo).
Il mio comune, offre pure un bel servizio: il call center, propagandato dal sindaco come un servizio eccellente (confermo assolutamente!!!).
I giorno: chiamo il call center per chiedere se nella mia circoscrizione il servizio è disponibile o meno. Risposta: no, delle 20 circoscrizioni solo una eroga il servizio in via sperimentale ed è possibile richiederla solo la mattina dal Lunedì al Venerdì.
II giorno: chiedo a mia moglie di ritirare il modulo presso la nostra circoscrizione, per potermi recare direttamente all'ufficio circoscrizionale preposto al servizio col modulo già compilato. Quando chiede se è possibile utilizzare il modulo in altre circoscrizioni si sente rispondere di NO.
III giorno: mi reco di persona alla circoscrizione che eroga il servizio per ritirare il modulo (si rivelerà una bufala l'informazione data a mia moglie) e capire come funziona il tutto. Chiedo all'ufficio informazioni di spiegarmi come funziona. Risposta (ottenuta con poco garbo e molto senso di fastidio alla fine di una conversazione della signora allo sportello con una collega sul tema "Cappuccino e cornetto"): si rechi allo sportello N° 18. Essendo sprovvisto di foto penso bene di ritornare l'indomani quando in possesso di tutto l'occorrente.
IV giorno: arrivo in circoscrizione alle 8.40 (gli uffici aprono alle 8.30), prendo il numerino per lo sportello "Carte d'identità" (guarda caso lo sportello 18), aspetto 5 minuti ed è il mio turno. Manifesto l'intenzione di rinnovare il mio documento con la versione elettronica e come risposta ottengo la seguente: "Ne facciamo solo 12 al giorno e per oggi abbiamo finito. Lasci il modulo, le diamo un numerino che le domani le darà priorità sugli altri. Le foto non servono perchè gliele facciamo noi con la macchina digitale. Venga presto (preferibilmente prima delle 8, anche se ha la priorità)". A questo punto comincio a pensare che sto per incappare in una delle solite cose all'italiana, però sono pure contento perchè ho il bigliettino della speranza.
V giorno: Arrivo in circoscrizione all 7.45. Ressa per prendere il numero, ma riesco ad avere il 4. Dopo 1 minuto è già il mio turno allo sportello: "Si rechi nell'altra stanza, quando è il suo turno verrà chiamato". Verso le 9 non hanno ancora cominciato. Si affaccia una dipendente del comune e dice: "Oggi non garantiamo a tutti l'erogazione del servizio, perchè c'è un solo dipendente a svolgere questa funzione". Comincio a sentire scricchiolii. Entra la prima persona ed esce dopo 20 minuti. Dopo un pò, esce di nuovo la signora di prima ripetendo ancora una volta l'annuncio catastrofista. A questo punto mi alzo e chiedo quale possa essere il motivo: le cuciono a mano? Devono andare a piedi in questura? Tralascio la descrizione dell'ulteriore attesa. Alle 9.50 è finalmente il mio turno. Appena mi siedo la signora mi dice: "Ma lei è nato all'estero. Allora non può avere la carta d'identità elettronica. Al ministero degli Interni non hanno caricato i dati dei nati all'estero. Le faccio quella classica. Ce l'ha le foto?". Dopo il normalissimo travaso di bile per il tempo perso e la presa in giro, ringrazio il cielo di aver dimenticato di togliere dal portafogli le foto che avevo fatto prima di scoprire che me le facevano con la macchina digitale, altrimenti avrei pure dovuto fare un altro viaggio.
No comment.
Il mio comune, offre pure un bel servizio: il call center, propagandato dal sindaco come un servizio eccellente (confermo assolutamente!!!).
I giorno: chiamo il call center per chiedere se nella mia circoscrizione il servizio è disponibile o meno. Risposta: no, delle 20 circoscrizioni solo una eroga il servizio in via sperimentale ed è possibile richiederla solo la mattina dal Lunedì al Venerdì.
II giorno: chiedo a mia moglie di ritirare il modulo presso la nostra circoscrizione, per potermi recare direttamente all'ufficio circoscrizionale preposto al servizio col modulo già compilato. Quando chiede se è possibile utilizzare il modulo in altre circoscrizioni si sente rispondere di NO.
III giorno: mi reco di persona alla circoscrizione che eroga il servizio per ritirare il modulo (si rivelerà una bufala l'informazione data a mia moglie) e capire come funziona il tutto. Chiedo all'ufficio informazioni di spiegarmi come funziona. Risposta (ottenuta con poco garbo e molto senso di fastidio alla fine di una conversazione della signora allo sportello con una collega sul tema "Cappuccino e cornetto"): si rechi allo sportello N° 18. Essendo sprovvisto di foto penso bene di ritornare l'indomani quando in possesso di tutto l'occorrente.
IV giorno: arrivo in circoscrizione alle 8.40 (gli uffici aprono alle 8.30), prendo il numerino per lo sportello "Carte d'identità" (guarda caso lo sportello 18), aspetto 5 minuti ed è il mio turno. Manifesto l'intenzione di rinnovare il mio documento con la versione elettronica e come risposta ottengo la seguente: "Ne facciamo solo 12 al giorno e per oggi abbiamo finito. Lasci il modulo, le diamo un numerino che le domani le darà priorità sugli altri. Le foto non servono perchè gliele facciamo noi con la macchina digitale. Venga presto (preferibilmente prima delle 8, anche se ha la priorità)". A questo punto comincio a pensare che sto per incappare in una delle solite cose all'italiana, però sono pure contento perchè ho il bigliettino della speranza.
V giorno: Arrivo in circoscrizione all 7.45. Ressa per prendere il numero, ma riesco ad avere il 4. Dopo 1 minuto è già il mio turno allo sportello: "Si rechi nell'altra stanza, quando è il suo turno verrà chiamato". Verso le 9 non hanno ancora cominciato. Si affaccia una dipendente del comune e dice: "Oggi non garantiamo a tutti l'erogazione del servizio, perchè c'è un solo dipendente a svolgere questa funzione". Comincio a sentire scricchiolii. Entra la prima persona ed esce dopo 20 minuti. Dopo un pò, esce di nuovo la signora di prima ripetendo ancora una volta l'annuncio catastrofista. A questo punto mi alzo e chiedo quale possa essere il motivo: le cuciono a mano? Devono andare a piedi in questura? Tralascio la descrizione dell'ulteriore attesa. Alle 9.50 è finalmente il mio turno. Appena mi siedo la signora mi dice: "Ma lei è nato all'estero. Allora non può avere la carta d'identità elettronica. Al ministero degli Interni non hanno caricato i dati dei nati all'estero. Le faccio quella classica. Ce l'ha le foto?". Dopo il normalissimo travaso di bile per il tempo perso e la presa in giro, ringrazio il cielo di aver dimenticato di togliere dal portafogli le foto che avevo fatto prima di scoprire che me le facevano con la macchina digitale, altrimenti avrei pure dovuto fare un altro viaggio.
No comment.
Si comincia
Ciao a tutti.
Ultimamente va molto di moda avere un blog: fino a qualche giorno fà era perlopiù prerogativa della gente comune che utilizza il web, ma da qualche tempo si sono aggiunti anche personaggi del jet-set: credo di appartenere decisamente alla prima di queste due categorie, e, da ciò derivano una serie di svantaggi e disavventure che molti di voi vivono come me. Visto che in questi ultimi giorni stanno facendo molto scalpore le denunce pubbliche fatte online e che oggi mi è capitata l'n-esima disavventura burocratica causata dal calderone Italia, mi sono deciso pure io a dar sfogo alla rabbia attraverso il web 2.0.
Spero che il tema ormai trito e ritrito non causi la nausea per gli utenti, anche perchè la mia intenzione non è quella di creare un sito da cui far partire una rivoluzione, ma semplicemente un'area di incontro in cui ci si possa sfogare in maniera civile e si possano condividere consigli e strategie per superare le difficoltà del Belpaese, nella speranza che nel frattempo migliori qualcosa.
Ultimamente va molto di moda avere un blog: fino a qualche giorno fà era perlopiù prerogativa della gente comune che utilizza il web, ma da qualche tempo si sono aggiunti anche personaggi del jet-set: credo di appartenere decisamente alla prima di queste due categorie, e, da ciò derivano una serie di svantaggi e disavventure che molti di voi vivono come me. Visto che in questi ultimi giorni stanno facendo molto scalpore le denunce pubbliche fatte online e che oggi mi è capitata l'n-esima disavventura burocratica causata dal calderone Italia, mi sono deciso pure io a dar sfogo alla rabbia attraverso il web 2.0.
Spero che il tema ormai trito e ritrito non causi la nausea per gli utenti, anche perchè la mia intenzione non è quella di creare un sito da cui far partire una rivoluzione, ma semplicemente un'area di incontro in cui ci si possa sfogare in maniera civile e si possano condividere consigli e strategie per superare le difficoltà del Belpaese, nella speranza che nel frattempo migliori qualcosa.
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